Una passeggiata all’Eremo di Santa Maria Giacobbe a Pale di Foligno

L’ Eremo di Santa Maria Giacobbe a Pale di Foligno

Partendo dal grazioso borgo di Pale, a pochi chilometri da Foligno, potrete godervi una piacevole passeggiata all’Eremo di Santa Maria Giacobbe. Un affascinante itinerario che vi consentirà di immergervi nella natura e scoprire uno dei santuari più conosciuti dell’Umbria tra storia e fede. Per arrivarci dovrete inerpicarvi per un ripido sentiero che costeggia il Monte di Pale, tracciato con le 14 stazioni della Via Crucis. Abbarbicato tra le pareti rocciose del Monte a 525 metri s.l.m, troverete l’Eremo, ricavato da una cavità naturale.

Santuario dalle proprietà terapeutiche

L’eremo, noto per essere un luogo dalle proprietà terapeutiche, è stato per molto tempo meta di pellegrini che vi si recavano per chiedere la grazia. Si riteneva, infatti, che l’acqua raccolta nella cisterna del santuario e i gli stessi intonaci della struttura avessero delle prerogative salutari, tanto che molti visitatori ne grattavano via dai muri piccole porzioni da tenere con sé in modo da essere sempre protetti.
Il 25 aprile, festa della patrona, e il giorno dell’ Ascensione una gran folla di persone ancora oggi percorre l’impervia stradina e sale i 305 scalini a piedi nudi come atto di purificazione prima di entrare nella chiesa.

L’Eremo di Santa Maria Giacobbe tra storia e mito

Il mito vuole che l’eremo sia stato edificato in onore di Santa Maria Giacobbe, Maria de Iacoba, madre dell’apostolo Giacomo, che qui si rifugiò in penitenza dopo aver assistito alla crocefissione di Gesù. Ma il mito, in quanto tale, non ha fondamenti storici ed è frutto di una lunga tradizione orale.
Da fonti storiche apprendiamo invece che il santuario fu costruito nel XIII secolo e la presenza di alcuni elementi architettonici fa ritenere che molto probabilmente fu edificato sopra un antico insediamento pagano. La parte più antica è costituita dalla chiesa a pianta rettangolare, a cui sono stati accostati in epoche successive altri 2 edifici che presentano al loro interno le piccole celle in cui dimoravano gli eremiti.

L’interno della chiesa

Arrivati al piccolo spiazzo, potrete godere di un panorama a dir poco mozzafiato su tutta la vallata circostante che vi ripagherà della gran sfacchinata. La chiesetta con campanile a vela custodisce al suo interno interessanti affreschi.

Varcando la soglia d’ingresso si rimane subito affascinati dalla volta, creata dalla roccia, con i suoi affreschi che richiamano lo stile della scuola senese. Dietro il piccolo altare una grande rappresentazione del Cristo benedicente con angeli che suonano gli strumenti del tempo,  ed in basso Santa Maria Giacobbe, a cui è intitolata la chiesa,  tra San Carlo Borromeo, Santa Maria Maddalena, sant’Antonio da Padova e Santa Messalina martire di Foligno.

Degna di nota è la scena affrescata sul lato destro della volta con la “dormitio virginis” e l’Incoronazione della Madonna da parte del figlio di Gesù opera, si crede, di Cola di Petrucciolo, discepolo di Giotto.
Altrettanto suggestiva e la rappresentazione del Santo Volto di Lucca: un grande Cristo tunicato, i cui piedi sono in due calici che simboleggiano il Vecchio e Nuovo Testamento. Si ritiene che risalga a prima del 1392.

Affreschi ex Voto

Sulla parete d’ingresso, accanto alla porta, ammiriamo San Cristoforo col Bambino. Inevitabile non “citare” il patrono dei pellegrini in un eremo costruito lungo la via Lauretana e meta di pellegrinaggio. Oggi però non è più possibile ammirare la figura del Santo nella sua interezza poiché nel 1517 due affreschi ne coprirono la parte inferiore del corpo: San Sebastiano e Sant’Agata Martire. Si tratta di affreschi ex voto. Il primo, invocato contro la peste, ha rappresentati ai suoi piedi i due committenti inginocchiati. Sant’Agata fu martirizzata con il taglio della mammella e viene invocata dalle mamme che chiedono il latte per i loro figli. La donna con la tunica e col cero acceso in mano rappresentata sulla sinistra potrebbe essere la committente del San Cristoforo.

Info utili alla visita

L’eremo è visitabile tutto l’anno, per la visita guidata dell’interno raccomandiamo la prenotazione con almeno 3 giorni di anticipo.
Durante l’estate è consigliabile salire al santuario nelle ore più fresche
E’ importante indossare abbigliamento comodo e scarpe da trekking ed essere forniti di acqua.

 

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